Ship without a rudder's like a ship without a rudder's like a ship without a rudder's like...

Look me in the eyes and tell me that I'm satisfied. well, i'm so unsatisfied.

Everything is ending. here.

untitled #*loading*
domenica, 24 febbraio 2008

bai bai!

the future is not here.

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sabato, 24 giugno 2006

Iceberg...

Qualche anno fa ero un ragazzino con lo zaino già pieno di responsabilità sulle spalle strette.
a scuola, una scuola fottutamente femminile, vennero tre tizi. corso di giornalismo, qualcosa di nuovo a interrompere le ore di inglese e Manzoni. io avevo scelto il tizio di sceneggiatura, perchè se ora sto facendo il DAMS un motivo c'è. ma poi, dopo il saggio breve, è arrivato un tipo buffo, con pochi capelli, grossi occhiali squadrati e mille spille sullo zaino. articolo di giornale. è entrato in classe, ci ha salutato e ha chiesto che musica ascoltavamo. già, la musica. tra una cristina aguilera, un gigi d'agostino e i boyzone, quando non i backstreet boys, c'era anche chi azzardava Nirvana o Ganzerosis. a me è uscito fuori qualcosa come Giardini di Mirò, forse perchè qualche sera prima li avevo visti all'Hiroshima. il tipo con gli occhiali si è sorpreso, poi ha fatto la sua lezione sull'articolo di giornale. io avevo la mia enorme maglietta dei Sonic Youth. la scuola intera aveva strette magliette scollate, faceva caldo e a 17 anni ti vesti come una troia per prendere 8 di storia facendo l'occhiolino al professore allupato o per far colpo sul tamarro di quinta che ha 94 anni e studia da 93 anni l'inferno di Dante. io prendevo 8 di storia lo stesso, ignorando i tamarri di quinta.
all'intervallo ho scoperto che il tipo con gli occhiali squadrati suonava la batteria nei Perturbazione.
non sapevo chi fossero i Perturbazione, forse all'epoca non lo sapeva nessuno.
qualche giorno dopo sono andato da Ricordi, perchè ancora non esisteva la FNAC. ho mandato affanculo qualche stronzo che volevo rifilarmi penne senza inchiostro chiedendomi ancora una volta che musica ascoltassi e mi sono immerso nell'aria condizionata della Rinascente della musica.
ho comprato "In Circolo", son tornato a casa e l'ho ascoltato. certo, non si fanno origami con i cd.


Questa sera ho visto i Perturbazione per la settima volta dal vivo. se non settima, sesta. o forse ottava.
penso che abbiano scandito questi ultimi anni della mia vita. i loro concerti, le loro parole. parole che ti fanno sorridere e saltellare, o indietreggiare come un pugno nello stomaco. parole che, comunque vada, non credo dimenticherò facilmente, perchè ok si può stare a parlare di rullate, di assoli, della potenza dei Dinosaur Jr. o di mille altri gruppi che ti fottono la vita, ma le vere emozioni sono poche, e i Perturbazione sono una di quelle.
sono passati un po' di anni da quando ho comprato In Circolo. almeno quattro.
ora, oltre ad ascoltare musica, scrivo qualche sgrammaticata recensione su Kalporz e suono in un gruppo. ci perdo giornate intere, mi incazzo, mi faccio odiare, predico "Pop" come se fosse il vangelo, raccolgo faticosamente i coglioni per terra quando la gente fa trasparire poca passione in quello che fa e cerco di combattere il qualunquismo musicale regalando cd su cd alle persone a cui tengo.
Un piccolo grazie lo devo a quel tipo con gli occhiali squadrati e mille spille sullo zaino. probabilmente ora sarei lo stesso melomane del cazzo, ma il grazie glielo devo.
vorrei linkare un post che arriva dalla Sicilia, un post scritto da una persona che normalmente ascolta altra musica ma che come me è stata rapita da In Circolo.
saluto e ringrazio lei che ringrazia me nel post, la ringrazio per avermi ringraziato e per aver compreso. ringrazio chi mi ha passato il primo cd della band in questione, chi applaude (o applaudisce?) Fibra e mi manda teneri messaggi dalla prima fila, chi sta un po' più distante dalla prima fila ma che in prima fila mi ci ha trascinato, sotto il palco dell'Hiroshima,  trottelerrando e canticchiando "prooooooovaci tuuuuu...", chi questa sera ha rinunciato a Bugo e  avrà rischiato di schiantarsi con la sua panda puffo contro un palo, tornando a casa tardi e senza una scusa, chi suona nei Green Woodpecker e chi ha visto più volte suonare i Green Woodpecker. Grazie.

Questo blog forse chiude, fa troppo caldo. ciao.

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giovedì, 08 giugno 2006

Know your onion!

la mia pacifica regressione allo stato di ordinario essere umano scevro da problemi di grosso calibro e succube di trattati postmoderni sulla cibernetica culmina con il mero divoramento di kebap  e con l'ascolto dei Goo Goo Dolls. abbiate pietà di me.

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venerdì, 26 maggio 2006

come lasciare a bocca aperta un pubblico inorridito e fottersene il cazzo.

sono l'antichitarrismo, non so suonare e me ne fotto. Voi e i vostri assoli perfetti, piccoli Santana da jam session interminabili, Slash capelloni con il manico in gola, funkettari, sambametallari e coveristi degli Eagles dei miei coglioni, la musica è follia e voi siete la morte della poesia.
Now it's happening to me
Why can't I ever see?
Am I gonna let you leave without a sound?
Watching 'til you're out of sight
Dreaming I did something right
Standing on my own again...


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venerdì, 12 maggio 2006

TAKK.

e mi sembra quasi di essere felice.

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domenica, 07 maggio 2006

frase della notte #1

"Una volta io e Mitch tornammo a casa alle quattro del mattino completamente ubriachi e registrammo Postal Blowfish. Il giorno dopo mia moglie stava per chiedermi il divorzio."

Bob Pollard


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mercoledì, 26 aprile 2006

Rapid Eye Movement [part I]

C'era una volta una citta di nome Athens, poco lontana da Atlanta, capitale della Georgia.
siamo negli anni 70, la metà, la fine, poco importa. Peter molla l'università, ambiente di merda, dice: "tutti quelli che incontri che fanno parte di una band vogliono essere ricchi e famosi come Rod Stewart. che bell'insieme di teste di cazzo". Va a lavorare come commesso al Wuxtry, vende poco ma ascolta tutti i dischi che vuole, e suonicchia in negozio la sua stratocaster. Riesce a vedersi un bel po' di concerti, anche i Sex Pistols. Al Wuxtry non mancano i clienti abituali. Michael, un ragazzotto timido, ci va spesso con le sue sorelle, a comprare Velvet Underground e Patti Smith.
La musica, in quel di Athens, non è male. c'è un giro di guppi garage post punk, ci sono i B-52's e i Pylon, amici di Peter. è colpa dell'università, ad Atlanta ascoltano ancora southern rock. all'università ci vanno anche Mike e Bill. sono amici di Ian Copeland dei Police, e suonano da parecchio tempo. Basso e batteria. a dire il vero mike suona di tutto, è cresciuto in una di quelle famiglie di artisti e, beh, la musica ce l'ha nel DNA. Mike e Bill sono arrivati ad Athens da poco, gennaio 1979. A Michael piacciono le sopracciglia di Bill. Mike gli sta un po' in culo, troppo spesso ubriaco. ma ha studiato e lo sa suonare bene, il suo basso.

Furono i Twisted Kites, o forse i Can Of Piss, a suonare per la prima volta a una festa di compleanno di un'amica, davanti a 400 persone poco sobrie. birra gratis, alla festa nella vecchia chiesa episcopale di Oconee Street.

pochi giorni dopo, i Twisted Kites cambiarono nome.



Tutto questo per dire che non si sta scrivendo di miliardari rei di aver conquistato il mondo con un paio di canzoni giuste; perlomeno non ancora. il botto di Losing My Religion è lontano dieci anni, ma sembrano secoli. i fasti MTV-esque del terzo millennio? riavvolgete il nastro, per favore. qui si parla di giovani ventenni coglioni come tutti, che Dio solo sa come sono riusciti a cambiare la Musica. non sto esagerando. non sono i R.E.M. che conoscete, che vi piacciano o no. questa è ancora un'altra storia, di polvere, sesso, sudore, merda, chitarre e voci sussurrate.


l'EP che uscì nel 1982 fu registrato nella casa di campagna dell'amico Mitch Easter. cani in cortile, la mamma di Mitch che prepara da mangiare.
cinque canzoni. non il singolo Radio Free Europe che già suonavano da due anni. canzoni registrate con strati su strati di sovraincisioni, Michael che canta in un angolo, contro le pareti, Mitch che dice: "non m'importa se non si capisce un cazzo di quello che canta, è affascinante." testi criptici di una città cronica, la città dello stato d'animo. canzoni evocative, spettrali, intrise di mistero e decadenza. batteria ossessiva, arpeggi velocissimi di una telecaster suonata da un coglioncello di campagna che fino a pochi mesi prima non sapeva che suonare la corrispettiva canzone del sole americana; un basso iper-melodico e una voce che tutti conoscono, ma ancora immatura, giovane e incazzata, non la voce meditata e forse piatta degli ultimi tempi. un EP notturno come il giardinaggio, con la luna piena e il rumore degli alberi che si muovono, da pelle d'oca. sono di parte, fottutamente di parte. ma qui non stiamo parlando di materiale adatto esclusivamente al fan terminale. Chronic Town è tutto quello che non sono stati gli anni '80. o meglio, tutto quello che erano e che la gente nascondeva, come polvere rovente risucchiata dalle prime aspirapolvere del cazzo. è un capolavoro, e ne sono fermamente convinto. non scherzo. non ridete, dai.


[se per caso vi avessi convinto ad ascoltarlo, difficilmente lo trovate chiedendo "Chronic Town EP, please" al negoziante o digitandolo su soulseek. provate con la raccolta Dead Letter Office.]

postato da: rudderless alle ore 00:57 | link | commenti (4)
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lunedì, 24 aprile 2006


Pensavo a certe mie abitudini inconsapevoli. alcune fanno sorridere. m'è capitato di partire spesso. viaggi, vacanze, scambi scolastici. ho girato mezza Europa e mi sento fortunato per questo. di quelle partenze spesso scomode, sveglia alle 5 del mattino, così poche ore di sonno che non fai neanche fatica a svegliarti, stranamente lucido ma nervoso e infreddolito, stranito. la sera prima di partire mi guardo sempre un film, tranquillo, sdraiato sul letto. non lo guardo mai tutto. arrivo a metà o poco dopo, poi con gli occhi chiusi e la faccia schiacciata sul cuscino, premo stop e dormo. è automatico, non forse for the people ma per me sì. poi parto, sto via giorni, anche settimane. e quando torno, distrutto da tutto quello che è stato, triste e stanco per i giorni alle spalle ma contento di rivedere il mio copriletto blu e il cuscino multicolor, mi guardo la fine di quel film. è come posticipare il ritorno, ammorbidirlo, circondarlo da un'inizio e una fine che non c'entrano un cazzo ma che intiepidiscono l'acqua calda, come una pentola larga che si raffredda più in fretta. mi ricordo bene un Platoon visto prima e dopo Berlino, Soldi Sporchi, il primo Guerre Stellari, Essere John Malkovich; chissà dove andai? li ricordo perfettamente, come se quelle settimane fossero state solo cinque minuti di pubblicità prima della scritta secondo tempo.
adesso mi piacerebbe sdraiarmi, guardare metà film e svegliarmi alle 5 del mattino pronto per fare qualcosa di diverso, in un posto diverso con un odore diverso, un cielo chiaro e stellato che non diventa mai nero, delle facce nuove, un'altra lingua. poi ritornare e costingere gli occhi stanchi a stare aperti ancora una sera, almeno per potere scrivere la parola the end su un diario immaginario. e risvegliarmi sotto il copriletto blu, pronto per un altro inizio.

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mercoledì, 19 aprile 2006

Might Be Stars?


E' strano come tutto possa tornare a posto. la noia domestica mi ha reso folle. sono morto dopo aver visto Inseparabili del buon vecchio Cronenberg. sono uscito a mangiare un gelato al cioccolato e plasmon per rinascere. poi sono tornato a casa, ho aperto i libri, osservando che la prima pagina è sempre bianca, e li ho richiusi. poscia m'è balenato in testa di scrivere un post lunghissimo facendo dei parallelismi tra la carriera registica del Cronenberg anni '80 e la discografia dei R.E.M. ovvero, nel 1983 esce Videdrome e Murmur. stessa atmosfera decadente. La Mosca dell'86 coincide con Lifes Rich Pageant, e qui già non saprei cosa inventarmi. nell'88 tocca a Inseparabili e Green. Green è un album fottutamente doppio, con le sue poppate stupide tipo pop song 89 e stand e i pezzi più angoscianti dell'intera carriera del gruppo (I remember California); a voi i collegamenti con i due ginecologi di Cronenberg. poi mi sono arreso, perchè nel 1996 la mente malata di David ha vomitato quella cagata di Crash, mentre Mills e soci hanno scritto quello splendore di New Adventures in Hi-Fi. e poi David è violento, Mills è buono, Buck è stupido e Stipe è frocio.
Senonchè mi sono ridestato dalle mie folli considerazioni con un forte senso autocritico e con non pochi sensi di colpa per il mio wasting time perenne e ho naufragato la mia serata in interminabili partite a Magic, sentendomi talvolta come il Thugg Codardo, anzichèno come la Creatura Immonda della Peste.
e poi oggi torno a casa dopo un giorno sabbatico al sole autoconcessomi, e infilo i Wannadies trovati a 6 euro in via Po. [tral'altro scusate, ma mi sono reso conto orsono di quanto sia inquietante la parola "Po". quindi faccio una pausa e torno dopo a scrivere.]


ah e quindi ho scelto sto cd per la copetina l'ho comprato senza saperne niente torno a casa lo metto nel lettore e la seconda traccia fa così:

We spend our money on guitars, write songs about our broken hearts
we're shit city stars
and when we don't we're still aware that we're pop revolutionaries
aren't we cool?


e ho deciso che scriverò una canzone dal titolo "I wanna die listening to wannadies", perchè gente così merita un abbraccio.
e sono tornato a saltellare.
e voi che dubitate del mio stato mentale, scaricate MIGHT BE STARS qui. o qui. o se vi pare anche più giù.






tipo qui.

buon ascolto.

postato da: rudderless alle ore 20:52 | link | commenti (10)
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martedì, 11 aprile 2006

non sono tutti uguali

sono ferocemente incazzato.
sono preoccupato ma anche e soprattutto incazzato.
sono incazzato perchè credo che sia una e una sola cosa che abbia fottuto questo paese. ed è questa:
"sono tutti uguali". io dichiaro aperta guerra a tutti coloro che osano ancora proferire questa fottuta frase. me ne sbatto il cazzo in questo momento della mia indole pacifista. sarei pronto a prendere a sprangate qualunque forzista, leghista o fascista che mi si profila davanti.
è il processo mediatico che ci fotte in continuazione, è il passaparola. il "sono tutti uguali", quante cazzo di volte l'avete sentito?
io ci speravo in queste elezioni. io è da mesi che aspettavo questo momento, veramente. immaginavo una sconfitta pesante. perlomeno una sconfitta. il mio intimo pessimismo nei confronti della vita ha sempre dovuto fare i conti con una sorta di ottimismo politico. e questa volta è andato tutto affanculo. è andato affanculo perchè non posso, non riesco nemmeno a pensare che l'ignoranza abbia trionfato in questo modo. l'ignoranza, la mediocrità, la superficialità. perchè qui non si tratta di una gara "coglioni" vs "teste di cazzo". si trattava semplicemente di leggere il giornale, di mettersi le mani in tasca e lì dentro trovarci una manciata di buon senso. e voltare pagina, chiudere il capitolo.
così non è stato.
"sono tutti uguali". smettetela di dire stronzate. non sono qui ad elogiare un'opposizione che non brilla di luce propria. ma dov'è finito il voto contro? dov'è finita la consapevolezza di starsene andando affanculo? perchè qui non siamo in Vietnam, come dicevano nel grande Lebowski. qui non è solo svegliarsi la mattina e andare a scuola, mangiare, farsi un sonnellino, studiare un po', telefonare agli amici e uscire. le regole, ho sempre detestato l'anarchia. anarchia portami via, quando hai 15 anni e vuoi essere diverso ti diverti a fare le A di anarchia sui banchi di scuola e a sentirti dissidente. ora ho vent'anni. all'anarchia portami via non ci penso neanche un po', e odio coloro che si fanno beffa delle Regole (si fottano le regole con r minuscola, io parlo di quelle maiuscole), coloro che portano la propria madre novantenne a votare e dicono lì, davanti alla cabina, cosa votare. è un cazzata, si sa. ma è la prova che si puo' essere stronzi e sbruffoni a tal punto da divertirsi a fare cazzate del genere. il solo pensare a 5 anni con il nano al governo mi toglie energia. e positività. e pace. e speranza. speranza anche di trovare un lavoro che mi possa piacere, perchè faccio il dams e le infrastrutture mi tangono poco.
sono incazzato nero e vorrei uccidere qualcuno.

postato da: rudderless alle ore 01:02 | link | commenti (11)
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